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PETRA RESKI

La storia della truffa della Xylella è piena di sorprese: Non voglio privarvi dell’ultima chicca, l’articolo della Repubblica del 28 giugno 2018, scritto da Natalia Aspesi.

Natalia Aspesi, dichiarata femminista e sessantottina, è una signora nota soprattutto per la sua posta del cuore sulla Repubblica. Adesso ci si può chiedere perché è stata lei pronunciarsi su un tema apparentemente lontano di quelli di cui si occupa del solito, mescolando due cose completamente differenti: la questione dell’emergenza degli ulivi salentini disseccati con la questione della migrazione. Cosa ha da fare Salvini con la Xylella?

La risposta è semplice: la bufala della Xylella non funziona senza la propaganda. E il commento della signora Aspesi non è altro che un ulteriore contributo al lavaggio di cervello praticato da anni: Abilmente viene mescolato la questione degli ulivi salentini disseccati con la questione della migrazione. Due cose che non hanno niente in comune, ma non importa, anzi, il sincretismo è la base della propaganda: Salvini serve come aggregatore (una critica a Salvini genera sempre tanti like) e i migranti servono perché usati cosi possono aiutare a mantenere la bufala della Xylella (fabbricata ad arte dalla destra e sinistra, con il prezioso sostegno delle associazioni di categorie, Coldiretti in primis, da scienziati disponibili e multinazionali dell’agricoltura). In questa ottica distorta si riesce a trasformare i distruttori del Salento addirittura in salvatori della patria: la lotta contro “il batterio” come dovere patriottico. I fabbricatori della bufala della Xylella trasformati in una specie di ONG: Vedi un ulivo disseccato e pensi ai poveri migranti affogati nel mare, missione compiuta.

E grazie al sostegno della signora Aspesi la bufala arriva anche ad un pubblico più vasto: Oltre a quelli che odiano Salvini anche a donne che leggono di solito solo la posta del cuore e che non hanno mai sentito dell’emergenza degli ulivi nel Salento. E potete essere sicuri che arriva tramite copia&incolla anche all‘estero.

Veramente un colpo di genio, cinico e ipocrita – nella migliore tradizione della propaganda cattocomunista. Il credo è indispensabile, visto che gli artefici della bufala della Xylella non sono mai stati in grado di fornire una verità – una briciola di prova scientifica per le loro affermazioni. Per questo i media hanno avuto dall’inizio un ruolo fondamentale: Tutto è partito dai due maggiori quotidiani locali: la Gazzetta del mezzogiorno  e il Quotidiano di Lecce poi le bufale continuano il loro viaggio tramite RepubblicaCorriereLaStampa per arrivare alla fine anche alla rivista americana Nature. Per poi magari essere preso e diffusa in copia&incolla come fonte affidabile da qualche giornalista sottopagato.

Ovviamente la bufalite della Xylella colpisce anche Wikipedia: Se cliccate su Wikipedia per capire cos’è il CoDiRo, il diseccamento degli ulivi salentini, ovvero il complesso di disseccamento rapido dell’olivo, vi raccomando a cliccare anche sulla pagina “discussione“. Dove viene spiegato che la correlazione CoDiRO-Xylella non è mai stata dimostrata scientificamente – in parole povere: Fino ad oggi non c’è nessuna prova scientifica che dimostra che la Xylella sia la causa del diseccamento degli ulivi nel Salento.

Mi fa molto pensare il fatto che Gian Marco Centinaio, il nuovo ministro dell’agricoltura, viene dalla Lega – nota sopratutto per sforzare il concetto nazionalista. E alla quale la propaganda xyellista calza come un guanto.

Per chi vuole approfondire il tema, Pietro Perrino è un scienziato di fama internazionale, ex-direttore del CNR che ha dedicato tutta la sua carriera di ricerca alla scienza, devolvendo il suo tempo e il suo reddito ad opere come la Banca del Germoplasma. Il Fatto Quotidiano l’ha intervistato.

Per chi avanza critiche, dovrebbe leggere sopratutto la risposta della giornalista Laura Margottini:

Racccomando anche a tutti sentire quello che ha detto Margherita D’Amico, biologa patologa durante conferenza stampa in contrada Termetrio (Cisternino) il 19.05.2018, dove lei, come persona informata, riassume bene la storia della Xylella nel settore scientifico. La geografa Margherita Ciervo ha spiegato  molto bene che il disseccamento degli ulivi è piuttosto il risultato di una terra abusata da decenni, maltrattata con pesticidi, erbicidi, fertilizzanti e sofferente di un abuso di glifosulfato. Anche l’articolo di Elena Tioli riassume molto bene come è nata la storia della bufala della Xylella (molto chiaro il titolo: “Di veleni prima che di Xylella, morirà il Salento”). 

Per chi vuole informarsi può rivolgersi agli spazi popolari i quali lavorano sul terreno e lottano da anni contro la propaganda della Xylella. Da guardare anche il video di Roberto Polo, presidente dell’associazione Salento Sostenibile.

Di materiale su cui discutere ce n’è eccome e per chi volesse approfondire gli spunti non mancano di certo. Il senatore Saverio De Bonis (M5S) proprio in questi giorni ha presentato una proposta di legge per chiedere una Commissione parlamentare di inchiesta sul tema. Se il governo la prenderà in considerazione ne vedremo delle belle e dopo anni di bufalite, finalmente, speriamo di avere un po’ di chiarezza su ciò che è ed è stato l’affaire xylella.

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