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PETRA RESKI

Ieri si poteva leggere sui giornali che la P2 organizzò la strage di Bologna. Notizia passata quasi inosservata, bollata dalla stragrande maggioranza come noiosa ricostruzione storica. Solo il Fatto quotidiano si è scomodato a chiarire che l’indagine di Bologna non è nient’altro che la scatola nera del “doppio Stato” che determina il destino dell’Italia degli ultimi 50 anni con stragi e omicidi contro ogni tentativo di cambiamento. Piazza Fontana contro il primo centrosinistra, omicidio Moro e strage di Bologna contro l’intesa Moro-Berlinguer, le stragi di Capaci e Via D’Amelio contro Mani pulite e i Maxiprocessi di mafia. Mafiosi e terroristi utilizzati come manovalanza. Segue il piano di rinascita realizzato da Craxi e Berlusconi (con piccole variazioni tipo la depenalizzazione del falso in bilancio), la preparazione di un “Partito del Sud” poi ampiamente realizzato grazie alla creazione di Forza Italia e la “discesa in campo” di Berlusconi – che rimase lì per ben 25 anni.

Tutto questo oggi viene considerato come una battaglia medievale di cui ci si dimentica sempre la data. Invece sarebbe utile tenerlo presente per capire le mosse di oggi, la discesa di Salvini nel Sud, l’intesa di Renzi con Salvini, a lotta disperata con tanto spirito di sacrificio sia della destra che della sinistra contro la raccapricciante riforma #Spazzacorrotti – tanto per fare alcuni esempi per caso. Una volta digerito lo shock delle elezioni di 2018, la restaurazione dei poteri sta per essere completata.

E, visto che si parla di #corrotti, qui noi a Venezia siamo specialisti, visto che giace  qui, in mezzo alla laguna il mausoleo della classe politica corrotta italiana, ovvero il MOSE. In questo momento  a Venezia ci troviamo in piena campagna elettorale, portatore di grandi speranze è l’attuale sindaco: un Mini-Trump, Mini-Berlusconi, Mini-Salvini, di cui gode il sostegno.

Il problema per il PD che governava Venezia per 25 anni e contribuiva con tutti mezzi alla distruzione di Venezia e della terraferma era proprio il suo coinvolgimento nello scandalo Mose: I fedeli veneziani del PD avevano bisogno della benedizione di un’indagine di una procura, non gli bastava la svendita di Venezia, le grandi navi, l’avvelenamento della laguna e dell’aria, il degrado della terraferma in una specie di terra di nessuno senza nessuna visione urbanistica: Se non ci fosse stato l’arresto del sindaco Orsoni, il PD sarebbe tutt’ora al potere.

Seguirono cinque anni del nostro mini-Trump in cui riuscì nella pure ardua impresa di accelerare la distruzione di Venezia e la trasformazione della terraferma in un sobborgo sovietico con alberghi-casermoni e strade in cui è più facile trovare un kilo di cocaina che un panificio. Tutto questo sotto gli occhi benevoli del PD che spera nella memoria corta degli elettori: nei sei anni che sono passati dopo lo scandalo MOSE, il PD veneziano non solo non si è riformato ma ha sostenuto il sindaco attuale che completa il lavoro sporco a Venezia (grandi navi, MOSE, svendita di Venezia, depurare Venezia del resto di residenti resistenti).

Per il caso increscioso che il sindaco non vincesse – caso ritenuto completamente improbabile – il PD candida una donna. Sostenitrice delle grandi navi e del traffico crocieristico.

Questo è il piano di rinascita per Venezia.



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