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PETRA RESKI

L’altro giorno l’ ANPI Venezia assieme con le Agende rosse Venezia ha presentato il libro „La repubblica delle stragi. 1978/1994. Il patto di sangue tra Stato, mafia, P2 ed eversione nera“ di Salvatore Borsellino. Un libro che racconta la „strategia della tensione“ applicati sugli italiani con atti terroristici con lo scopo (raggiunto) del golpe di Stato.
Come sempre mi ha commosso Salvatore Borsellino – non solo per la sua sofferenza, ma anche per la rabbia che esprime e che considero come unico modo appropriato a reagire al cinismo regnante in Italia. C’era un grande applauso quando ha ricordato a grande voce le intercettazioni distrutte su volontà dell‘infame ex-presidente Giorgio Napolitano – il quale apparentemente aveva rassicurato impunità all’ex ministro degli interni Mancino.

Perché, chiede Sgarbi (il quale non manca mai quando si tratta di cinismo e schifezze politiche) Napolitano non querela Salvatore Borsellino per le sue accuse? È Salvatore che ci da la risposta: Perché Napolitano teme che Salvatore potrebbe tirare fuori il contenuto di queste conversazioni tra Mancino e Napolitano. Che sarebbero giuridicamente irrilevanti. Ma non eticamente.

Sul contenuto di queste conversazioni telefoniche eticamente rilevanti ho scritto il mio romanzo “Palermo Connection” – perché è proprio l’etica mancante ad una classe politica cinica che ha costato la vita a tanti italiani e alla democrazia in questo paese.

Vi raccomando di guardare questo video

le persone che vedete far sparire l’agenda rossa non sono mafiosi, ma sono magistrati, poliziotti, carabinieri. Questo video, a cura di Angelo Garavaglia Fragetta, è stato presentato per la prima volta il 19 luglio 2018 a Palermo, in Via D’Amelio. È un documentario inedito, frutto del lavoro di anni di ricerca, raccolta e analisi dei video girati quella domenica pomeriggio di 26 anni fa, subito dopo la strage in cui persero la vita Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta. Lo scopo che si prefigge è quello di fornire nuove piste agli investigatori e, nel farlo, pone nuove domande sul furto dell’agenda rossa.

La mafia è niente altro che il braccio armato della politica – ricordatevelo sempre.



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    Maurizio
    12. April 2019

    Gent.ma, la sua recensione è stupefacente, ma manca un “pezzo ” di storia importante, quella relativa agli intrecci tra servizi segreti mondiali ,altrimenti non si spiegherebbero due cose:1) la statua che rappresenta Giovanni Falcone, davanti l’accademia dell’FBI e 2) una classe politica di potere,quella degli anni 80,ormai estinta e differente alla nuova che ormai non ha quel “Potere”.

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