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PETRA RESKI

Il virus che ci mangia il cervello

Il nemico è il virus – sembra una ovvietà ma non lo è, visto che non solo ci infetta, ma ci mangia anche il cervello. Almeno così sembra dato l’onnipresenza dei cretini sintomatici (cit. Travaglio) ovvero delle destre che soffiano sul fuoco della rabbia (Salvini, Meloni etc.pp.) ai quali si associano fenomeni come il sindaco di Venezia che alle cinque di mattina va a mangiare a Mestre per protestare contro la chiusura alle 18 dei ristoranti, al quale purtroppo si è anche associato il consigliere comunale di opposizione dei Verdi, Gianfranco Bettin che ha definito quelli del Dpcm su ristorazione e cultura „provvedimenti irrazionali“ (provvedimenti irrazionali approvate l’indomani anche in tanti altri paesi, tra cui la Germania che ha chiuso i ristoranti e bar del tutto o la Francia dove la chiusura serale di bar e ristoranti, al coprifuoco, si è rivelata „insufficiente“ e adesso c’è un altro lockdown)

Istinto da gregge

Poi si aggiunge l’istinto da gregge della stampa italiana e il gioco è fatto: Non si parla più di altro. “Cosa fa il governo?” “Cosa non fa il governo?” “Perché il governo fa questo e non quello?” E il governo naviga a vista – come tutti i governi del mondo adesso, mentre i milioni di virologi della poltrona, di esperti di buon governo del salotto, di economisti della tastiera sanno esattamente cosa si avrebbe dovuto fare.

Silenzio tombale

Mentre i veri problemi sfuggono ai dietrologi: le mafie che si comprano il paese – tra l’altro il Veneto, sfuggono anche le dichiarazioni dell’ex agente di polizia penitenziaria, ora collaboratore di giustizia, Pietro Riggio, sul fatto chi tirava i fili per le stragi 92/93 e il seguente occultamento era ed è opera di fonti istituzionali (poliziotti, servizi segreti). Grazie al virus, c’è il silenzio tombale sulla Trattativa Stato-Mafia, nessuno parla più degli omicidi di Stato, dei mancati arresti di mafiosi, della gigantesca opera di depistaggio di un potere politico che, quanto a ferocia, come disse Roberto Scarpinato, procuratore generale di Palermo, non ha mai avuto uguali in nessun paese d’Europa perchè “Il gioco grande non è mai finito”. 

Parassiti a Venezia

E del silenzio tombale diffuso grazie al virus ne giovano anche tutti i parassiti che stanno mangiando Venezia: quelli che trasformano palazzi e altri beni pubblici in alberghi, quelli che comprono terreni inquinati e vogliono farli bonificare da noi, ovvero dallo Stato, per venderli dopo al megliore offerente, quelli che sono estasiati del Mose, sapendo bene che Venezia rischia di morire di Mose

Per farlo breve: Il virus ci colpisce tutti, me, te, i nostri mariti, mogli, genitori, figli. Sia in Italia che nel mondo. Ma non lascialo mangiare anche il tuo cervello.



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    Giulio
    15. Januar 2021

    Ho grande stima per la sua persona e la sua professionalità. Ritengo che Lei non faccia parte della cricca giornalistico-mafiosa italiana e che svolga il suo mestiere, al contrario della stragrande maggioranza degli altri, con assoluta buona fede. Per questo mi permetto di scriverLe. Questo articolo ricalca lo story-telling maggioritario: filogovernativo e denigratorio verso il dissenso. Ripropone sempre lo stesso frame concettuale: è colpa del virus! non si chiedede se magari ci sia qualcosa di più da raccontare! se magari ci sia una gestione poco trasparente, poco rispettosa dei diritti dell’uomo, poco efficace anche in termini sanitari. Domande che ci si dovrebbe fare senza denigrare chi ha l’ardire di porle. A mio parare stiamo vivendo tempi, come credo Lei sappia, di oscurantismo e di decadenza culturale e istituzionale, e ci vorrebbero voci fuori dalle parti e fuori dalla propaganda del mainstream, che cerchino di contrastare l’odios comunicazione a senso unico portata avanti dalle oligarchie della comunicazione, per cercare di reinsegnare i valori costituzionali di democrazia, verità, dignità, trasparenza, solidarietà, ormai negletti da quasi tutti. Saluti

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